Epilogo

scritto da Paulus
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Ultimo capitoletto dei tre precedenti.
- Nota dell'autore Paulus

Testo: Epilogo
di Paulus

La neve si liquefò, la calura di maggio quell'anno fu un assillo e tale che si boccheggiò per tutta la durata della primavera. Stivai tutto l'occorrente quello che credetti indispensabile per affrontare il viaggio per mare, sul peschereccio alla fonda in una cala discosta. Diedi un bacio alla rena per congedarmi da quel paese che non avrei mai più rivisto. Mollai gli ormeggi ma qualcuno mi toccò le spalle. Trasalii. Un uomo di mare mi sorrise dicendo "Oggi è giorno di bonaccia e si può salpare senza rischio. Non vale la candela quando infuria la bufera sfidare la sorte.". Non risposi ma additai l'orizzonte. Si allontanò ballonzolando. Le orme, una scia sulla sabbia altrimenti liscia. Fin che svoltò dietro un tumulo. La traversata fu senza intoppi, via via che il peschereccio si allontanò dalla riviera, il maniero rimpicciolì come una macchia argentea tra il verde che si rinnovava, e le colline smussate e senza asperità quasi si accavallavano velate dal violetto stinto riflesso dal mare. Quando fui al largo solo distese d'acqua a perdita d'occhio e la volta celeste sconfinata e cirri in vorticoso moto. Non considerai neppure l'ipotesi di retrocedere: sperduto e senza capisaldi qualsiasi rotta sarebbe stata tanto verosimile quanto improbabile. Presi pennino e fogli, la grafia incerta la mano tremolante per il rollio del natante.

Nota,

Urtai contro una bottiglia panciuta, suggellata, dentro cui erano infilati quattro fogli. Girovagando lungo la battigia come ero solito e solo per prescrizione medica. Ne pubblico ora il contenuto su Alidicarta senza variare una virgola o un punto.
Epilogo testo di Paulus
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